Non esiste grande genio senza una dose di follia.

venerdì 30 novembre 2007

Scendo alla prossima.


Aspetto. Aspetto sulla piattaforma traballante di questo tram che è la vita, con in tasca un biglietto di sola andata già timbrato, per questo viaggio in cui " non si ripassa dal via". Aspetto. Aspetto che si liberi un sedile, come un posto nel mondo, che mi toglierà dal mezzo e da questa posizione precaria. Nel frattempo però mi attacco alle maniglie, che sono i sogni, le speranze, i desideri, per tutti quelli che come me, quel posto, non l'hanno ancora occupato. Un'appiglio sicuro, forse l'unico, per evitare di cadere ad ogni fermata e scossone di questo cigolante filobus. Ad ogni sosta scende qualcuno, a volte persone che conosci appena, a volte invece scende chi è con te da sempre, chi è salito con te direttamente dalla stazione. Con te ha percorso tutto il tragitto, condiviso le emozioni, i cambiamenti di paesaggio, quegli scossoni improvvisi e il più delle volte ti ha teso la mano un'attimo prima che cadessi, perchè distrattamente hai mollato la presa. Quando scendono questi compagni di viaggio è più doloroso, li vediamo premere quel bottone per prenotare la fermata e ne sentiamo già la mancanza. Resta però quello che ci hanno insegnato durante il percorso, quel poco di loro che ci hanno trasmesso, regalato, amara consolazione di un sostituto invisibile. Poi ci sono quelli che inaspettatamente salgono ad una tappa che non era prevista e condividono con te il resto del viaggio, lì, nel mezzo, attaccati a quelle maniglie, spalla a spalla, come soldati in trincea, nell’attesa della prossima scossa, di quel posto vuoto da occupare prima che arrivi la propria fermata.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bella soré kest'me piaciuta assije!!!!

Anonimo ha detto...

bella soré kest'me piaciuta assije!!!!