Non esiste grande genio senza una dose di follia.

martedì 4 dicembre 2007

Vetrine.



Il posto accanto al finestrino è uno stile di vita. Secondo me quelli che di solito siedono lì, sono quelli più sensibili ai cambiamenti che avvengono intorno a loro. Sono i viaggiatori che amano guardare il paesaggio che muta, fugace testimone del viaggio che intraprendono.
Pellegrini malinconici, siedono dietro un vetro, finestra sul mondo, perché il poter vedere che c’è là fuori gli ricorda il motivo per cui sono là sopra. La stazione che stanno lasciando, appartenente ad un posto che è stato loro, i ricordi, le emozioni legate a quel luogo. L’ultimo sguardo, da quella vetrina, in cui possono sentirsi ancora parte di quel mondo che stanno abbandonando. Sono anche quelli che vedranno per primi la prossima stazione, perché questo gli da un senso di sicurezza, il sapere dove si sta andando, il conoscere prima degli altri quale sarà la prossima fermata. Quelli che stanno dalla parte del corridoio, sono quelli a cui non importa dove si va l’importante è che ci si vada, sono quelli a cui non importa di sapere quale sarà la prossima stazione che cavolo quando ci fermeremo lo scopriremo. Sono quelli che non si guardano mai indietro, quelli che tracciata la rotta, vanno dritti per la loro strada. Il passato è passato, è inutile voltarsi indietro si rischia solo d’inciampare. Forse hanno ragione quelli che vivono la vita ai lati del corridoio, ma io sono una di quelli che viaggiano accanto al finestrino, che è inciampata spesso e ogni livido è lì a ricordarmi tutte le volte che mi sono voltata indietro e perché. Sono una di quelli che non può evitare di lanciare un ultimo sguardo al molo prima di salpare. Sono una di quelli e va bene così.

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